Il racconto di uno degli eventi più interessanti del Real Estate mondiale

Scrivo questo articolo appena rientrato da Inman Connect di Las Vegas. L’euforia per aver partecipato a uno degli eventi più interessanti e innovativi del Real Estate mondiale è ancora tanta. Avrei da scrivere per pagine e pagine rispetto a ciò che ho visto, vissuto e ascoltato. Ma cercherò di fare ordine tra i pensieri, raccontandovi gli aspetti principali tra tutte le ispirazioni, le idee e le novità che ho raccolto nei 5 giorni di Inman Connect.

Parola d’ordine Disruption

Inman Connect è stato caratterizzato per la parola d’ordine “disruption” (trad: rottura). Disruption rispetto ai modelli canonici di marketing, di business, di intermediazione e tecnologici. 

In questo blog ho raccontato spesso la propensione degli statunitensi a guardare verso orizzonti futuri, a cercare di prevedere e creare strategie che anticipino il domani. Durante Inman Connect questa attitudine è emersa chiaramente, in particolare gettando interrogativi sullo sviluppo della professione e sul mercato.

L’agenda ha riservato diversi incontri al fenomeno degli iBuyers (di cui vi avevo già parlato in questo articolo), all’introduzione di tecnologie (in alcuni casi) rivoluzionarie ma anche ai cambiamenti degli investitori e dei compratori, oltre ad analisi e Case History rispetto gli orientamenti che Agenti Immobiliari e brand stanno provando ad applicare nel Real Estate.

Inmann Connect, dunque, non è stato solo un contenitore di temi disruption, ma si è posto esso stesso da evento disruption: come manifestazione dedicata a pensare più in là, sul lungo periodo, per provare a immaginare il mercato immobiliare in maniera profonda e complessa, senza aver la bramosia di tradurre tutto in un immediato tornaconto economico. E la numerosissima partecipazione dimostra quanto in America quest’ottica sia importante. Si tratta, credo, di una delle differenze sostanziali tra gli americani e noi e che concorre a rendere gli Agenti immobiliari USA sempre un passo avanti rispetto agli italiani. Perchè? Perchè per loro la professione riguarda l’esplorare, l’interrogarsi, il mettersi in discussione e provare ad anticipare i tempi. Non solo: è anche relazionarsi, collaborare, creare un vero e proprio gruppo professionale, avere lo spirito costante di miglioramento. In Inmann Connect tutte queste cose hanno trovato riscontro.

Uno dei temi che più mi ha affascinato è la Realtà Virtuale declinata a vantaggio degli Agenti immobiliari. A Las Vegas, ho potuto vedere aziende e prodotti che stanno creando virtual-world per l’intermediazione immobiliare. In particolare si stanno sviluppando strumenti per rendere virtuali e -soprattutto- interattivi in pochissimi minuti ambienti reali. L’Agente immobiliare, per esempio, può scansionare uno spazio attraverso una videocamera ad hoc. Agente e cliente, poi possono indossare occhiali per la realtà aumentata e, grazie a un joypad, incontrarsi e interagire direttamente tra loro e con l’immobile. Interagire nei minimi dettagli, addirittura aprendo l’anta del frigo o premendo un interruttore. In un futuro molto prossimo, agente immobiliare e cliente potrebbero rimanere a centinaia di chilometri di distanza senza perdere la precisione e la profondità di un’esperienza di visita che è anche sensoriale. Questa tecnologia c’è già, è già disponibile e potrebbe permette un’espansione del mercato delle agenzie immobiliari molto importante.

Inman Connect: un format efficace

Un aspetto che mi ha molto colpito di Inman Connect 2019 è stato l’efficacia del format. Probabilmente il migliore evento a cui abbia mai partecipato, a livello di qualità nella fruizione dei contenuti. Gli incontri hanno avuto la formula dello speech classico oppure -ed è quella più intrigante- dell’intervista. I dibattiti avevano una durata media molto breve, di 10 minuti, garantendo un’ottima dinamicità delle presentazioni, mantenendo una soglia di attenzione alta. Oltretutto, la brevità ha costretto alla sintesi, ad arrivare subito al punto, trattando gli argomenti con precisione. I dibattiti, legati lungo un fil rouge tematico, si rincorrevano in presentazioni corte ed intense. Sul palco si sono alternati gli amministratori delegati di aziende tecnologiche del settore come Zillow, broker di franchising ma anche investitori e persone comuni che hanno raccontato la loro esperienza nel mondo immobiliare. Insomma: Inman Connect 2019 ha abbracciato tanti punti di vista, ognuno appartenente al grande universo del Real Estate e che sono da conoscere per allargare la visione del nostro mercato. Il taglio voluto dagli organizzatori è stato sicuramente orizzontale, esplorativo, orientato a ridisegnare le concezioni statiche del settore.

Sottolineo di nuovo, come avevo fatto in altri articoli dopo le mie esperienze negli USA, quanto gli americani tengano a spettacolarizzare la formazione e la cultura professionale. Comunicazione, luogo, incontri: tutto è organizzato nei minimi dettagli, tutto crea aspettativa e fa dire “Wow”.

E non è solo dovuto alla tendenza statunitense a fare di ogni cosa un grande show. È anche un metodo per attirare professionisti offrendo valore senza troppa noia, facilitando il grande circuito delle relazioni professionali e del sentimento di appartenenza alla categoria che rappresenta una ricchezza immensa per gli Agenti Immobiliari a stelle e strisce.

Nuove figure emergono ma l’Agente Immobiliare resta

Nei tanti speech e interviste a cui ho assistito durante Inman Connect 2019, un certo peso è stato dato alla figura degli Instant Buyers. Gli iBuyers hanno ottenuto una discreta consistenza nel mercato americano, seppur siano ancora molto lontani dal rappresentare una quota professionale capace di stravolgere gli equilibri. Queste nuove figure nel panorama del Real Estate stanno contribuendo a introdurre elementi di novità e cambiamenti. 

L’analisi di Open Door spiegata sul palco di Inman Connect è stata rilevante: le realtà di iBuying stanno investendo moltissimo in marketing soprattutto online, assicurandosi una probabile quota di visibilità e reputazione agli occhi del pubblico. Questo farà diventare l’iBuyers un professionista pubblicizzato e conosciuto dagli investitori che quindi saranno sempre più propensi a coinvolgerlo nelle loro decisioni. Il fenomeno potrebbe rappresentare un problema agli occhi degli Agenti Immobiliari perchè avrebbero paura di venire scalzati dalle nuove figure, che hanno dalla loro buone possibilità di investimento promozionale. Invece, si tratta di un’occasione per rafforzare il circuito professionale: Agenti immobiliari e iBuyers potrebbero collaborare e rendere più stretto e incisivo il servizio. Per esempio l’Agente potrebbe accordarsi con il cliente di cercare di vendere a un certo prezzo l’immobile, offrendo una carta da giocare (quella dell’Instant Buyers) nel caso non ci riuscisse entro un limite di tempo. In questo modo agenti immobiliari e Instant Buyers diventerebbero collaboratori necessari e non antagonisti, generando plusvalore nell’erogazione del servizio di intermediazione.

Per riprendere il tema della promozione, nella parte fieristica di in Inman Connect ho trovato davvero tante agenzie di digital marketing specializzate nella generazione di lead e nella gestione (tramite CRM) del processo di vendita e postvendita. Anche queto è un grande segnale e una differenza marcata rispetto a noi: gli statunitensi abbracciano la tecnologia e sono interessati a sfruttarla a loro vantaggio. In italia rimaniamo indietro, dubitiamo ancora abbastanza della necessità del digitale e siamo restii a fare investimenti tecnologici. Ma in un mondo sempre più digitale e digitalizzato, varebbe la pena di orientarsi verso nuove strade e tecnolgie.

Ho provato a condensare in qualche riga quello che è stato Inman Connect 2019, l’evento più disruption del Real Estate che ci sia. La rottura può essere una grande opportunità, ma è pure sinomino di qualcosa che rompe, irrompe e mette in crisi. Nuovi modelli e tecnologie stanno prendendo piede nel settore immobiliare. Non tutto avrà successo e non tutto si rivelerà vincente. Ma il Real Estate è in fermento. La domanda, allora, è: “Queste novità, cancelleranno l’agente immobiliare?”. La risposta è no, anzi. Sono felice che a Las Vegas abbia trovato conferma di ciò che ho scritto nel mio libro: la tecnologia e i cambiamenti modificano le relazioni ma non le cancellano. Semmai le potenziano, le velocizzano, le ampliano ma non le tolgono di mezzo. L’Agente Immobiliare è destinato a sopravvivere e anzi a prosperare, ma a patto che sappia leggere i cambiamenti e sia pronto a cambiare esso stesso. Tenendo le relazioni al centro e tendendo il braccio verso il nuovo.

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