Negli Usa ha già preso piede. In Italia si sta sviluppando. Una guida nel mondo degli iBuyers.

A luglio tornerò negli Stati Uniti per partecipare a Inman Connect, uno degli eventi centrali del Real Estate globale. Scorrendo l’Agenda della manifestazione, salta all’occhio come verrà dato grande spazio all’Instant Buyer: un fenomeno che personalmente conosco e seguo da tempo, e sul quale mi piacerebbe muovere una riflessione per capire cos’è e quali conseguenze può portare nel mercato italiano.

Gli USA sono il paese di riferimento dell’immobiliare e occorre sempre osservarli con grande attenzione. In America gli iBuyers si stanno consolidando avendo conquistato una fetta di mercato superiore all’8%, mentre in Italia -seppur con alcune esperienze significative- il processo solo per il momento appare più lento. Ma ciò non significa che l’affermazione degli Instant Buyer non avverrà anche nel nostro Paese. È bene dunque scoprire queste figure, per comprendere (e magari sfruttare) le nuove opportunità che stanno sviluppano.

Chi sono gli Instant Buyers

La figura dell’Instant Buyer nasce negli Stati Uniti dove il mercato immobiliare è storicamente molto attivo. Una delle ragioni della frenesia americana rispetto al mattone dipende dal mondo del lavoro e dalle consuetudini sociali, che prevedono (con buona pace degli statunitensi) cambi di vita e di casa davvero repentini. È frequente, ad esempio, che una famiglia si debba spostare a centinaia di chilometri per nuove opportunità professionali, o che la flessibilità contrattuale costringa a scovare occasioni lontano dalla propria abitazione.

In un contesto simile, una delle principali esigenze del privato è quella di vendere casa velocemente, così da permettergli di stanziarsi in un nuovo luogo senza tenere un immobile bloccato a distanza. Ed è proprio per rispondere a questo bisogno che ci sono gli Instant Buyers.

Gli iBuyers sono aziende, gruppi o corporations che acquistano immobili direttamente dal proprietario. Non sono intermediari ma veri e propri attori del processo di compravendita, che comprano il bene a tutti gli effetti.

L’iBuyer presenta al venditore un’offerta immediata, che può accettare o rifiutare. Se accetta, riceve i soldi in tempi brevi e può così acquistare un’altra proprietà o godere dei profitti.

iBuyers e tecnologia

Gli Instant Buyers non sono benefattori. Sono professionisti che conoscono e sfruttano il mercato immobiliare per generare utile. E per riuscirci si affidano -soprattutto- alla tecnologia.

L’iBuyer raccoglie informazioni circa la proprietà che gli interessa: età dello stabile, condizioni, zona, accessibilità alle vie di comunicazione, storico dell’area… Poi elabora i dati attraverso algoritmi matematici, predicendo il valore futuro della casa.

Sulla base di questa previsione, di questa scommessa scientificamente calcolata, gli Instant Buyers presentano la loro offerta ai venditori, mediamente un 7% in meno rispetto al prezzo di mercato.

Ciò garantisce uno scambio equo e una probabilità di marginalizzazione futura molto alta.

È bene sapere che nella maggior parte dei casi, gli iBuyers non si limitano ad acquisire gli immobili e a rivenderli immediatamente. Piuttosto si preoccupano di ristrutturarli, sistemarli, renderli appetibili per i target di clienti che hanno identificato con le loro previsioni. Si tratta di investitori nel vero senso della parola.

Gli Instant Buyers sono un pericolo per gli Agenti Immobiliari?

La logica di disintermediazione fa supporre che gli iBuyers rappresentino un pericolo per gli Agenti Immobiliari, perché il cliente potrebbe rivolgersi direttamente loro per la vendita del proprio immobile. In realtà dietro al rischio si celano diverse opportunità. La prima è che gli Instant Buyers stessi possono diventare alleati della Agenzie. Una collaborazione tra le realtà professionali potrebbe garantire la soddisfazione di esigenze precise dei venditori, come tempi di incasso veloci e la sicurezza dell’affare. Collaborare con gli iBuyers potrebbe rivelarsi una buona mossa. Dunque torna al centro il tema dello scambio professionale e delle condivisioni di informazioni per poter agevolare il business. Purtroppo la mentalità italiana è molto legata al ragionare solo per sé e questo, lasciatemelo dire, è un male perché gli iBuyers sono un classico esempio di potenziali risorse e gli Agenti non devono assolutamente trasformarli in “nemici”.

Un’ulteriore occasione sta nel fatto che le Agenzie stesse, magari unendosi o strutturandosi in rete, potrebbero diventare a loro volta Instant Buyers, compiendo direttamente investimenti immobiliari, offrendo un servizio nuovo al mercato.

Insomma, in poche righe ti ho introdotto al mondo degli Instant Buyers. Una bella novità che sta proliferando negli USA e che tra non molto forse vedremo svilupparsi seriamente anche in Italia.

Mi piacerebbe sapere che ne pensi nei commenti.

Un saluto,

Diego Caponigro